mercoledì 6 maggio 2015

MERCATONE UNO: A RISCHIO IL FUTURO DI 40 LAVORATORI

Un consiglio regionale per tenere alta l’attenzione su una realtà commerciale unica a livello regionale. Di Mercatone Uno in Umbria ce ne è uno solo. E in forte crisi. A rischio chiusura. In Umbria potrebbero trovarsi disoccupati 40 lavoratori, oggi in contratto di solidarietà.

Per questo la Fisascat Cisl Umbria ha svolto il suo consiglio regionale all’interno del punto vendita di Magione, questa mattina, alla presenta del segretario nazionale Fisascat Cisl Vincenzo Dell'Orefice e del segretario generale regionale Cisl Umbria Ulderico Sbarra. Ai lavori è intervenuto anche il sindaco di Magione Giacomo Chiodini e l’assessore alle attività produttive Cristina Tufo. L’amministrazione comunale ha manifestatosolidarietà ai lavoratori e forti preoccupazioni per questa realtà commerciale che sembrava “dovesse chiudere, anzi non riaprire definitivamente, già il 26 aprile. E invece –ha puntualizzato Chiodini- grazie al commissariamento è stato possibile acquisire tempo”. In un’ottica di valorizzazione dell’intera area, il sindaco ha ricordato l’impegno delle istituzioni, Regione e Comune, per dare massima priorità alla progettazione e al finanziamento dei lavori di riqualificazione dello svincolo all’uscita del raccordo di Magione, nonché il cablaggio in fibra ottica di quella zona.

“Un’area che non può e non deve essere privata di una realtà così importante”. Ha ribadito il segretario generale regionale FisascatCisl Umbria Valerio Natili, che nel ringraziare l’intervento del sindaco ha sottolineato il necessario coinvolgimento anche delle istituzioni “per riuscire a creare una possibile alternativa concreta, in altri termini un acquirente, per dare continuità lavorativa a questi lavoratori. Professionalità, queste, che sono una ricchezza per il territorio e non devono andare disperse in un mercato del lavoro sempre più disattento alle risorse umane”.

E sulla centralità della persona e sul merito si è soffermato anche l’intervento di Sbarra che ha enucleato “nella produzione e nel lavoro le priorità. Non è possibile che in un momento come questo –ha chiosato- non si pensi a difendere il lavoro esistente e a crearne di nuovo. Solo in questo modo è possibile produrrericchezza che deve essere redistribuita per una questione di giustizia sociale, ma anche per rilanciare i consumi e l’economia più in generale”.

Massima attenzione da parte del segretario nazionale Dell'Orefice che attende l’11 maggio. Quando i sindacati incontreranno i commissari al ministero del Lavoro per sottoscrivere l’intesa di cassa integrazione straordinaria. “Quattromila risultano essere i dipendenti coinvolti in questa vertenza – ha spiegato il segretario- impegnati per M. Business, il braccio operativo commerciale del Gruppo: tremila e duecento addetti ai quali si vanno ad aggiungere il personale delle aziende più piccole. Trecentocinquanta associati in partecipazione sono i più esposti, in quanto non potranno contare sugli ammortizzatori sociali. Figure, anche queste, importanti che operano nel core business e quindi nel reparto del mobile”. 

L’auspicio della Fisascat è che si proceda alla riattivazione delle linee di credito da parte della banche per sbloccare una situazione critica anche per i fornitori. E poi, rifornire i magazzini di quelle realtà che sono state interessate da operazioni promozionali, come quella di Magione. La Fisascat Cisl ha continuato, sostenendo a più riprese, che “una realtà commerciale svuotata fa pensare alla chiusura, essendo solo un costo in termini di spese fisse”. Quindi, la Fisascat Cisl chiede un piano che non preveda esclusivamente cessione di alcuni punti vendita, ma nel quale si definisca l’intero perimetro del Mercatone Uno. “Questo perché crediamo – è stato ribadito dalla categoria- che abbandonare i contesti territoriali sia un errore, in quanto impoverirebbe la ricca e complessa realtà di questo Gruppo. L’intera rete dei punti vendita potrebbe, infatti, contribuire al fine della cessione elemento di indubbio interesse. Ciò nella consapevolezza che Mercatone Uno è l’operatore più diffuso nel territorio”.

lunedì 4 maggio 2015

Il destino del punto vendita Mercatone Uno di Magione al centro dei lavori del Consiglio Generale Fisascat Umbria


Si terrà mercoledì 6 Maggio presso il punto vendita di Magione il Consiglio Generale Fisascat Cisl Umbria, alla presenza del segretario nazionale Fisascat Cisl Vincenzo Dell'Orefice, del segretario generale Cisl Umbria Ulderico Sbarra e del Sindaco di Magione Giacomo Chiodini.
La Segreteria Regionale della Fisascat Umbria ha voluto organizzare i propri lavori in questo contesto proprio per dare risalto ad una vertenza complicata, che a livello nazionale coinvolge circa 4000 lavoratori e 40 nell'unico punto vendita della nostra regione, una vertenza che è l'emblema di come la crisi economica stia snaturando il mondo del commercio ed anche quello della grande distribuzione.
Purtroppo ci duole mettere in evidenza come, troppo spesso, le crisi nel commercio e del settore dei servizi siano troppo spesso sottovalutate dalle istituzioni e dalla stampa, come se i lavoratori siano figli di un Dio minore.
Proprio per dare un segnale forte e per far sentire l'importanza, che nel contesto locale riveste il rischio di perdere 40 posti di lavoro, ha spinto la Fisascat Cisl Umbria a svolgere i propri lavori in questo contesto, anche e soprattutto per sollecitare le istituzioni regionali ad attivarsi in questa difficile trattativa.

venerdì 24 aprile 2015

Ase Spoleto: raggiunto l’accordo per l’estensione del premio di risultato a tutti i lavoratori



Importante accordo raggiunto dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil e Fisascat Cisl con l’azienda municipalizzata Ase di Spoleto, che gestisce la pubblica illuminazione e la manutenzione delle strade. D’ora in poi anche i lavoratori (16) inquadrati con il contratto nazionale dei Multiservizi avranno diritto al premio di risultato (fino a un massimo di 750 euro lordi annui), che precedentemente era riconosciuto soltanto ai lavoratori con contratto Gas-Acqua. “Si tratta di un accordo importante per la contrattazione di secondo livello – spiegano Cristina Taborro della Filcams Cgil di Perugia e Simona Gola della Fisascat Cisl Umbria – soprattutto perché si afferma così un principio di equità tra tutti i lavoratori di Ase. Ringraziamo per questo gli addetti con contratto Gas-Acqua e i loro sindacati, che hanno dimostrato concretamente solidarietà verso i loro colleghi”. 

 


Le Feste sono preziose per tutti anche per i lavoratori del commercio.


Le segreterie di FILCAMS FISASCAT UILTUCS  dell’Umbria dichiarano e ribadiscono la loro   contrarietà  al  sistema  deregolamentato  e  spinto  all’estremo  delle  aperture  

commerciali derivanti dal Decreto Liberalizzazioni.

Dopo oltre tre anni di liberalizzazioni degli orari e delle aperture domenicali e festive  previste  dal  decreto  “Salva  Italia”  gli  effetti  reali  e  riscontrabili  sono  completamente  negativi.  Le  liberalizzazioni  non  hanno  portato  nessun  aumento  dell’occupazione,  nessun aumento dei consumi ma hanno peggiorato le condizioni di lavoro, impattando  sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori in modo fortemente negativo.

Nell’   attuale situazione di crisi del  nostro  paese,  con il persistere della decrescita  dei    consumi, insistere nel deregolamentare le aperture è dimostrato che non determina un incremento complessivo delle vendite, mentre è palese l’effetto negativo che ciò determina sullo stile e sulla qualità della vita degli operatori del settore.

  Anche quest’anno dobbiamo riscontrare come in occasione del 25  Aprile e del 1° Maggio la gran parte delle catene commerciali opteranno per tenere aperte le loro attività, oggi più che mai FILCAMS FISASCAT UILTUCS chiedono che venga approvato il disegno di legge, fermo in parlamento, che pone un limite alle aperture selvagge stabilendo per legge 7 festivi in cui le attività commerciali resterebbero chiuse.

FILCAMS  FISASCAT  UILTUCS  confermano  la  necessità  di  cancellare  il  Decreto  sulle  Liberalizzazioni e ribadiscono la loro convinzione che il tema delle aperture andrebbe determinato a livello territoriale in un contesto di concertazione con la amministrazioni e gli esercenti locali.

Crediamo  e  restiamo  convinti  che  si  possa  lavorare  per  un  commercio  che  faccia  convivere  servizi,  sviluppo,  crescita  e  corretta  concorrenza  in  una  dimensione  meno         frenetica, più umana, più rispettosa delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori. Sostenere  questo  obiettivo  significa  anche  rispettare  e  valorizzare  il  significato  ed  il  

valore sociale delle festività.

MERCATONE UNO COME WHIRPOOL INDESIT, A RISCHIO LICENZIAMENTO 1360 LAVORATORI E LA CHIUSURA DI 34 PUNTI VENDITA RAINERI (FISASCAT): “TERZIARIO E INDUSTRIA SETTORI CORRELATI, MAGGIORE ATTENZIONE DA PARTE DEL GOVERNO”

Roma 22 aprile 2015 – Mercatone Uno e Whirpool Indesit, due crisi apparentemente diverse ma con la stessa origine: domanda interna anemica e scarsa propensione all’acquisto in un mercato che ha vanificato le opportunità dell’Ecobonus. Con buona pace degli analisti, che parlano di un ritorno del clima di fiducia nelle intenzioni di acquisto degli italiani, chi produce i grandi elettrodomestici è costretto a chiudere in Italia e a delocalizzare, mentre chi li commercializza può solamente chiudere i battenti. Il rischio è duplice: alla desertificazione industriale farà inesorabilmente seguito l’impoverimento dell’offerta commerciale. E come corollario una perdita dell’occupazione che peserà negativamente sulle prospettive di crescita del Paese.
Il Terziario dunque alla stessa stregua dell’Industria, parte di una filiera in crisi, forse irreversibile. Mercatone Uno come Whirpool Indesit. Già, perché il numero dei lavoratori a rischio licenziamento immediato guarda caso coincidono: 1350 quelli della multinazionale statunitense che ha annunciato la chiusura di tre stabilimenti italiani, stesso destino beffardo per i 1360 addetti dei 34 punti vendita del noto marchio della vendita dei mobili e complementi d’arredo per i quali il Tribunale di Bologna ha autorizzato la svendita speciale delle merci, operazione che si concluderà il prossimo 26 aprile con lo svuotamento totale dei magazzini. 
L’incertezza sul futuro in realtà riguarda tutti i 4.000 fra lavoratori ed associati in partecipazione di Mercatone Uno; non è stata ancora formalizzata alcuna proposta di acquisizione da parte di un potenziale investitore,~di cui la direzione di Mercatone Uno ha riferito a più riprese ai sindacati , che, comunque, stando alle ultime notizie divulgate sui media, dovrebbe riguardare solo una parte dei 79 negozi. 
La Fisascat nei giorni scorsi si era espressa positivamente sull’emissione del decreto del ministero dello Sviluppo Economico, che ha formalmente accolto l’apertura della procedura di Amministrazione Straordinaria Speciale per le grandi imprese in crisi avviata dal Gruppo Mercatone Uno. Per la categoria cislina infatti il ruolo del Mise e dei commissari da esso nominati dovrebbe costituire una garanzia di maggiore trasparenza nella gestione e valorizzazione degli 
asset aziendali e circa gli esiti di una vicenda societaria complessa, dove non si è mai peraltro assistito alla presentazione di un piano industriale per lo sviluppo.
“Come sulla vertenza Whirpool Indesit crediamo sia doveroso accendere i riflettori anche sulla delicata vicenda di Mercatone Uno – ha stigmatizzato il segretario nazionale della Fisascat Vincenzo Dell’Orefice – le lavoratrici ed i lavoratori, quando rischiano di perdere il posto di lavoro, dovrebbero essere tutti uguali e ricevere la stessa attenzione”. “Mercatone Uno – ha proseguito il dirigente sindacale – è un caso emblematico della sottovalutazione dei rischi che il Paese sta correndo: ci potremmo ritrovare, in tempi brevi, ad essere un mercato periferico e di nessun interesse per gli investitori nazionali ed esteri”.
“Il settore del terziario, come il settore industriale merita un’attenzione maggiore anche da parte del Governo e delle istituzioni – ha infine aggiunto il segretario generale della categoria cislina Pierangelo Raineri – considerato che produzione industriale e vendita commerciale sono comparti strettamente correlati e sui quali hanno pesato significativamente gli effetti della recessione e della crisi dei consumi, purtroppo anche in termini di perdita di posti di lavoro”. 

mercoledì 8 aprile 2015

MERCATONE UNO IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA,



Roma, 8 aprile 2015
 - La Fisascat Cisl commenta positivamente l’emissione del decreto del ministero dello Sviluppo Economico che ha accolto formalmente l’apertura della procedura di Amministrazione Straordinaria Speciale per le grandi imprese in crisi avviata dal Gruppo Mercatone Uno. “Il ruolo del Mise e dei commissari da esso nominati – ha dichiarato il segretario nazionale della federazione cislina Vincenzo Dell’Orefice - costituirà una garanzia di maggiore trasparenza nella gestione e valorizzazione degli asset aziendali e circa gli esiti della complessa vicenda societaria”. Per la Fisascat sarà necessario anche chiarire - a tempo debito - contenuti e ricadute della proposta di acquisizione che, sulla base del comunicato aziendale diramato nella mattinata odierna, sarà formalizzata entro la fine del mese di aprile. "É necessario soprattutto fare chiarezza sul destino dei negozi a rischio chiusura – ha stigmatizzato Dell’Orefice – e sulla situazione dei numerosi associati in partecipazione utilizzati da Mercatone Uno in maniera strutturale ed indiscriminata in questi ultimi anni".

Ufficio Stampa Fisascat Cisl Nazionale

giovedì 2 aprile 2015

Mercatone Uno l'azienda diserta il ministero



Giornata intensa quella di ieri per i dipendenti del Mercatone Uno, una delegazione del Punto vendita di Magione ha partecipato al presidio presso il Ministero dello Sviluppo Economico, mentre i colleghi, per tutta la giornata, hanno svolto un volantinaggio per portare a conoscenza la clientela della complicatissima situazione che stanno vivendo.
L'assenza dell' Azienda al programmato incontro non aiuta di certo a fare chiarezza rispetto al futuro, un futuro pieno di ombre per un gruppo che occupa 4000 persone in tutta Italia e ben 40 su Magione.
Nel presidio presso il MISE le delegazioni di tutta Italia hanno gridato tutto il loro disappunto nei confronti di una dirigenza aziendale che appare smarrita e priva di prospettiva, che dopo aver determinato questa grave situazione ora pretende anche di individuare la soluzione.
Nelle stesse ore a Magione i lavoratori unitamente alla Fisascat Cisl Umbria hanno diffuso tra i clienti un volantino nel quale gridavano tutta la preoccupazione raccogliendo la solidarietà della clientela.
Nei prossimi giorni Il Ministero provvederà a riconvocare il tavolo con Azienda e sindacati per tentare di ricostruire quelle relazioni sindacali necessarie per dare una prospettiva al gruppo.